LEADERSHIP: COME TORNARE A FIDARSI, QUANDO TI HANNO FERITO

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Supportiamo le persone a realizzare risultati.

Le aiutiamo a crescere, professionalmente e personalmente (e noi cresciamo con loro).

È il nostro lavoro, quello di chi guida persone e aziende, di chi fa l’imprenditore e il team manager, di chi per professione – e spesso per vocazione – si occupa della carriera e della crescita personale degli altri.

Alcune volte, le persone che abbiamo supportato riconoscono il valore aggiunto del lavoro che abbiamo fatto con loro e per loro. E questo ci dà gioia, ci fa sentire soddisfatti, rinforza la nostra motivazione, la nostra fiducia e la convinzione che stiamo facendo la cosa giusta, che siamo sulla strada giusta, che abbiamo scelto il lavoro giusto.

Altre volte, invece, succede che quegli altri che abbiamo sostenuto non si rendano effettivamente conto del lavoro svolto o del valore aggiunto creato, e non solo non ci riconoscono il lavoro fatto, ma se ne vanno di punto in bianco, prendono da noi tutto quello che possono prendere e poi arrivederci, spesso senza neppure un grazie e senza dirci la verità del perché si siano comportati così.

E quando accade questo, quello che proviamo è ben lontano dalla gioia: ci sentiamo delusi, increduli, arrabbiati, pronunciamo frasi come Non ci posso credere! Ma ci rendiamo conto? Dopo tutto quello che ho fatto per lui/lei! e, mentre facciamo fatica a trovare risposte soddisfacenti, iniziamo a pensare:

– Forse ho sbagliato io qualcosa, ma che cosa?
– Non mi dovevo fidare, avrei dovuto capirlo prima
– Le persone non meritano tutta questa mia disponibilità
– Forse nella vita è meglio che inizio a farmi i fatti miei, visto che il ringraziamento che ho ottenuto è pure questo!
Questo è esattamente quello che è successo alla mia cliente imprenditrice, autrice della riflessione che hai letto nell’immagine in alto. E che probabilmente è successo – o sta succedendo – anche a te.

Il punto è che il modo in cui scegli di rispondere a questa esperienza certamente spiacevole, può condizionare in modo estremamente significativo la qualità delle tue relazioni e il tuo benessere al lavoro, producendo effetti positivi o negativi che dipendono unicamente da te.

Ecco perché ho deciso di scrivere questo articolo per te: per condividere la trasformazione di un’imprenditrice che ha ritrovato la fiducia in se stessa e negli altri, dopo che le ferite subite nelle relazioni di lavoro gliel’avevano fatta perdere.

Ovviamente, ti accompagnerò a vedere questa trasformazione dal mio punto di vista di “addetta ai lavori”, per aiutarti a capire cosa succede dentro di te quando la tua fiducia viene tradita, e soprattutto come puoi ritrovarla.

Sei pronta per questo viaggio trasformativo?

Partiamo!

COME PREPARARTI AL VIAGGIO: METTITI IN DISCUSSIONE!

Quando mi chiedono che lavoro faccio, spesso rispondo sorridendo “Distruggo i tuoi alibi per costruire la tua Leadership Autentica”.

Infatti, per ottenere un’autentica trasformazione è indispensabile che tu faccia un primo passo: affrontare quegli ostacoli che oggi ti impediscono di diventare la persona libera e in equilibrio che desideri essere.

Pertanto, se anche tu oggi hai perso o stai perdendo la fiducia per il comportamento di alcune persone che in vario modo ti hanno deluso e spiazzato, guarda in faccia i tuoi ostacoli e affrontali.

Ti semplifico il lavoro indicandoti io il primo ostacolo:

LA TUA ESPERIENZA

Simona, ma sei impazzita? L’esperienza è la mia maestra di vita, l’esperienza mi ha dato un sacco di lezioni rendendomi la persona che sono oggi!

– Appunto!

Se in questo momento anche tu stai pensando che devo essere impazzita, continua a leggere perché ho bisogno della tua attenzione per dirti che:

Il valore della tua esperienza non è in discussione.

Il punto è osservare come il valore soggettivo che hai attribuito alla tua esperienza ti sta condizionando la vita.

Per donarti questa consapevolezza, condivido con te lo strumento che io stessa utilizzo per l’avvio della trasformazione evolutiva dei miei clienti attraverso il metodo O.L.T.R.E.®, ovvero l’osservazione dei pattern.

Nel prossimo paragrafo, tutto ti sarà incredibilmente più chiaro.

I PATTERN: COSA SONO E COME STANNO CONDIZIONANDO LA TUA VITA

Il pattern è un ciclo ricorrente di pensieri, emozioni e comportamenti che solitamente mettiamo in atto in risposta a determinati stimoli che riceviamo.

In altre parole, un pattern è una risposta abituale a determinati eventi che ci accadono nella vita, fatta di un insieme di pensieri, emozioni e azioni che si condizionano e rinforzano a vicenda.

Ecco un’immagine che ti mostra come è fatto un pattern, ovvero come è fatta un’abitudine.

Puoi immediatamente riconoscere una qualsiasi delle tue abitudini, completando questo schema:

“Solitamente, ogni volta che succede (questa cosa specifica), io mi sento X, penso Y, e faccio Z”.

Per aiutarti a comprendere, ti porto un’abitudine molto semplice, come quella del fumare (di più) quando si è al lavoro (in situazioni associate ad un aumento dello stress percepito).

Ecco come potrebbe essere il pattern in questo caso:

La domanda chiave è: perché, quando mi sento stressata, mi accendo una sigaretta? Cioè, perché per alleviare lo stress, scelgo proprio di fumare, invece che, ad esempio, passeggiare, meditare, bere ecc ecc?

La risposta è: perché per effetto di una esperienza che ho vissuto, mi sono convinta che fumare mi aiuta a rilassarmi, in un determinato momento della mia vita ho fatto un’associazione fumo-rilassamento, e nel tempo ho rinforzato questa convinzione – e dunque questa abitudine – continuando a fumare, in un circolo dal quale posso uscire soltanto se… spezzo questo pattern e sostituisco la mia convinzione che fumare mi rilassa, con una nuova convinzione, più funzionale di quella attuale (per esempio, prendere una boccata d’aria alla finestra mi rilassa).

Semplice, no?

Evidentemente no, se in genere troviamo così faticoso modificare le nostre abitudini. Nel prossimo paragrafo ti spiego perché accade questo, ovvero perché talvolta le nostre esperienze sono il peggior maestro della nostra vita.

COME LA TUA ESPERIENZA STA CONDIZIONANDO LA TUA VITA

Il pattern è un circolo che si auto-rinforza: più compio una determinata azione, più si rinforza la mia convinzione associata all’azione, e più si rinforza la mia convinzione, più compirò quella determinata azione.

Nel pattern del fumo che ti ho mostrato, ad esempio, accade questo: più fumo quando sono sotto stress, più si rinforza la mia convinzione che fumare mi rilassa. E più mi convinco che fumare mi rilassa, più sarò spint* a fumare, ancora e ancora.

In altre parole, cercherò esperienze che confermano e rinforzano le mie esperienze precedenti.

In che modo questo condiziona la tua vita?

Potrei scrivere un intero manuale per rispondere a questa domanda. Potrei parlarti di sociologia e dell’effetto Rosenthal, potrei parlarti di neuroscienze e di profezia che si auto-avvera, potrei parlarti di psicologia e di dinamiche.

Ma non è questo il mio lavoro, come Trainer di Intelligenza Emotiva e del metodo O.L.T.R.E.®.

Il mio lavoro è quello di quello di accompagnarti a guardare oltre le cose, per fornirti consapevolezze e strumenti pratici per la tua trasformazione evolutiva e il tuo benessere.

Perciò, vado dritta al punto della cosa più importante che devi sapere subito:

Ogni volta che agisci inconsapevolmente, ti stai solo illudendo di scegliere.

Tu sei convinta di star scegliendo quello che vuoi veramente, ma nella realtà qualcun altro sta scegliendo per te: nella migliore delle ipotesi, è il tuo te passato, che potrebbe essere sorprendentemente diverso dalla persona che sei diventata e che desideri essere oggi.

Simona, posso imparare anch’io a scegliere veramente quello che voglio, senza essere più vittima inconsapevole dei miei pattern?

– Sì, se applichi i 5 step del metodo che ti condivido adesso.

HAI PERSO LA FIDUCIA? ECCO COME RIPRENDERTI IL TUO POTERE PERSONALE

A questo punto, ti sarà ormai chiaro che per trasformare le tue abitudini ed evolvere nella direzione che desideri, è indispensabile mettere in discussione il valore assoluto della tua esperienza, e collocarti in una prospettiva relativista, aperta a esplorare strade alternative rispetto a quelle che già conosci.

Vediamo concretamente come puoi fare questo rispetto al problema della fiducia persa al lavoro, per il comportamento di alcune persone che in vario modo ti hanno ferito, deluso e spiazzato.

Ecco come potrebbe apparire il tuo pattern, in questo momento:

Questo era esattamente il pattern di partenza della mia cliente imprenditrice, di cui ti raccontavo all’inizio dell’articolo.

Alcuni dei suoi collaboratori se ne erano andati praticamente di punto in bianco, senza mostrare alcun apprezzamento per il lavoro che lei aveva svolto per loro e con loro. Si sentiva profondamente delusa dal loro comportamento e aveva iniziato a pensare che forse sono tutti così e che la colpa era stata in qualche modo sua, per essere stata fin troppo disponibile coi collaboratori.

Quindi, aveva trovato una soluzione: essere meno disponibile.

Non fa una grinza, giusto?

– Simona, ma è normale! Se ho scelto il bianco, e il bianco non ha funzionato, allora scelgo il nero, così andrà tutto bene!

Te lo auguro! Ma le tue probabilità di successo rasentano lo zero.

Ora ti mostro come in 5 step ho portato la mia cliente a fare scelte decisamente più efficaci e soddisfacenti del bianco/nero, applicando l’Intelligenza Emotiva.

Puoi applicarli immediatamente anche tu, se ti sei riconosciut* nel problema e se anche tu hai la tendenza a fare scelte del tipo bianco/nero.

STEP 1 – OSSERVARE
Il primo passo indispensabile è OSSERVARE I TUOI PATTERN.

Osservare i tuoi pattern significa sviluppare la tua consapevolezza, identificando accuratamente i tuoi pensieri, le tue emozioni e i tuoi comportamenti in riferimento al problema.

Rispondi a queste 3 domande potenti:

1) Come mi sento nel rapporto coi collaboratori?

2) Come mi sto comportando? Cosa sto facendo?

3) Perché non mi fido più di loro? Quali sono i pensieri che faccio più spesso?

Costruisci uno schema personale dei tuoi pattern, come quello che ho costruito con la mia cliente e che ti ho mostrato nell’immagine precedente. Ti renderai conto tu stess*, coi tuoi occhi, di come le tue azioni stanno rinforzando i tuoi pensieri, e di come si sia probabilmente già creato un circolo vizioso che si auto-rinforza e sul quale andiamo a lavorare coi prossimi step.

STEP 2 – LEGGERSI
Ora, è necessario che tu faccia il secondo passo: hai bisogno di LEGGERTI DENTRO, DI GUARDARE OLTRE LA SUPERFICIE DELLE COSE.

Questo significa scavare più a fondo nel problema, nei tuoi pensieri, nelle tue emozioni e nei tuoi comportamenti. Vuol dire non limitarti più a guardare la punta dell’iceberg, ma domandarti che cosa si nasconde veramente sotto la superficie dell’acqua, nelle parti più profonde che in genere non ti fermi ad osservare.

Ecco alcune domande potenti, che dovrai farti solo dopo aver risposto a quelle dello step 1:

1) Mi piace sentirmi così?

2) Mi sento veramente me stess* nel comportarmi così?

3) Sento autentica e coerente con me questa mia diffidenza, o è soltanto una corazza che mi sono creat* per non espormi più al dolore?

4) Penso soltanto questo o ci sono anche altri pensieri che tendo a respingere?

5) Quali sono gli effetti che questa mia dinamica sta producendo sulla mia vita? Come sta condizionando il mio lavoro e il mio umore?

Se sei arrivata fino a qui nel leggere questo articolo, non ti sorprenderà scoprire che, quando ho fatto queste domande alla mia cliente, si è aperto un mondo parallelo: essere diffidente non le piaceva affatto, in realtà ne soffriva molto e aveva perso motivazione persino nel recarsi ogni giorno in azienda.

Desiderava profondamente una soluzione alternativa, ma si sentiva vittima dei suoi stessi schemi, e non era ancora riuscita a cambiare.

Perché?

Perché per poter passare allo step 3, è necessario accettare la realtà di cui hai appena fatto una fotografia accurata. Non puoi cambiare nulla, se prima non lo hai consapevolizzato e accettato.

STEP 3 – TRACCIARE
Se nello step 2 ti sei res* conto che qualcosa nei tuoi pattern non ti piace e/o non è più funzionale, lo hai accettato e ora vuoi cambiarlo, ecco lo step 3: VALUTARE LE SOLUZIONI ALTERNATIVE E TRACCIARE LA STRADA DELLE TUE NUOVE ABITUDINI.

E’ giunto cioè il momento di mettere concretamente in discussione il valore assoluto della tua esperienza precedente, e aprirti a una prospettiva di esplorazione di strade alternative.

Quando parlo di strade alternative, intendo strade alternative non solo a quelle che hai già battuto, ma anche al bianco e al nero: solitamente, infatti, la soluzione più efficace sta in una delle infinite sfumature di grigi che tu sei capace di generare, nel rispetto della tua autenticità (senza snaturarti).

E’ questo il momento di spezzare il tuo pattern, iniziando a fare cose diverse e a pensare cose diverse, generando una nuova abitudine in cui puoi finalmente sentirti più autentica e coerente con la persona che sei diventata e che desideri essere.

Ti dico subito che “cambiare” le tue emozioni non è la cosa più saggia da fare. “Non devo più sentirmi così”, “Da domani sarò una persona diversa”, “Da domani tornerò a fidarmi delle persone” sono propositi anticipatori di un sicuro fallimento. Le emozioni vanno consapevolizzate, accolte e accettate. Punto. Concentrati piuttosto sulle tue azioni e, conseguentemente, sui tuoi pensieri.

1) Cosa posso fare di diverso a partire da..subito?


2) Quali sono i comportamenti specifici che posso eliminare/modificare/aggiungere?

Poi, distruggi i tuoi alibi, agisci e allenati!!!

L’allenamento è essenziale, perché come ti ho ampiamente illustrato, le abitudini si generano principalmente attraverso l’esperienza. Quindi, qui si tratta di creare una nuova esperienza più funzionale e soddisfacente per te di quella che hai adottato finora, e di allenarti a osservare come ti senti e cosa pensi, quando la fai. Nel tempo.

La mia cliente ed io, ad esempio, abbiamo identificato insieme come nuova abitudine l’introduzione dei colloqui individuali con i collaboratori, orientati alla costruzione di una relazione di reciproca fiducia.

STEP 4 – RELAZIONARSI
Nelle settimane successive, la mia cliente si è allenata a mettere in pratica il piano di azione stabilito. In altre parole, ha fatto i colloqui coi collaboratori, trovando il suo modo di farli, quello in cui si sentiva più a suo agio e che le restituiva maggiori risultati e soddisfazioni, sia in se stessa che nei collaboratori.

E si è assunta la responsabilità di chiedere feedback. Ai collaboratori, oltre che a me. Ciò è stato determinante ed è l’oggetto dello step 4: LA RELAZIONE.

Perché la relazione è una dimensione essenziale dell’esperienza, senza la quale tutte le nostre esperienze rimangono in qualche modo monche. Dove non posso arrivare io (perché ho dei limiti oggettivi), possono arrivare gli altri. Dalla relazione imparo, attraverso la relazione faccio nuove esperienze, cresco e posso migliorarmi, perché gli altri possono farmi notare e vedere cose che non ho ancora notato e visto io.

In un mondo che invita alla diffidenza e all’isolamento, in un ambiente che solletica il nostro egoismo, io credo che sia indispensabile per la nostra sopravvivenza riscoprire il valore della connessione umana. E lo credo non solo come Trainer di Intelligenza Emotiva ma anche come essere umano e come imprenditrice.

La parola chiave è: EMPATIA. In questo step, ti invito ad allenare la tua empatia e a praticarla imparando ad ascoltare in modo aperto, per costruire, in azienda e nella vita, relazioni equilibrate basate sulla fiducia.

Reciprocità ed equilibrio sono le due nuove esperienze che anche la mia cliente ha sperimentato, liberandosi definitivamente dalla sensazione di essere stata troppo disponibile e scoprendo un modo nuovo e più equilibrato di stare in relazione.

STEP 5 – EVOLVERE

Sei ora pronta per lo step 5: EVOLUZIONE.

Evolversi vuol dire continuare a coltivare la propria consapevolezza, allenare la propria Intelligenza Emotiva e costruire relazioni autentiche ed equilibrate, trovando il proprio modo di essere una persona e un Leader autentica.

Vuol dire agire con consapevolezza e responsabilità, accettando che il cambiamento è una costante dell’essere umano, e che l’unico modo per non esserne “vittime” è scegliere il cambiamento, dirigendosi nella direzione della nostra autenticità e della nostra ricerca di significati.

Evolversi vuol dire accettare che non esistono verità assolute, nemmeno le nostre, e pertanto dobbiamo rimanere aperti all’esperienza, mettendoci in discussione di tanto in tanto e domandandoci se il modo in cui stiamo vivendo la nostra vita, il nostro lavoro, le nostre relazioni, ci corrisponde ancora o desideriamo modificare qualcosa di noi, coerentemente coi nostri valori e desideri profondi e con la complessità della nostra persona.

Evolversi significa rimanere aperti alla relazione e coltivare la connessione con gli altri, nelle nostre aziende, nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità, utilizzando l’ascolto e l’accoglienza per crescere, l’empatia per fare delle diversità un punto di forza e dei valori condivisi una stella polare.

Significa coltivare il nostro impegno e fare la nostra parte per essere leader migliori e persone più felici, in continua evoluzione, per creare insieme benessere diffuso.

Ecco una testimonianza dell’evoluzione della mia cliente imprenditrice… come noterai, ad essere cambiato non è solo il canale di comunicazione, ma qualcosa di molto più profondo e… meraviglioso 😊

E tu, come te la stai cavando sul problema (s)fiducia?

Condividimi la tua esperienza e sarò felice di accompagnarti nella tua trasformazione evolutiva!

A cura di Simona Recupito

Supportiamo le persone a realizzare risultati. Le aiutiamo a crescere, professionalmente e personalmente (e noi cresciamo con loro). È il nostro lavoro, quello di chi guida persone e aziende, di chi fa l’imprenditore e il…

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